XX.
La luce?
Venne l'alba aspettata con desiderio e con trepidanza.
Agenore, come aveva promesso, anticipò di molto la sua visita.
—Sono contento di trovarti a letto—disse—bravissimo.
Ernesta notò che la sua voce aveva un lieve tremito, e che volendola assicurare riusciva solo ad ingrossarla. Anch'essa voleva parer serena, ma aveva l'ansia, ed Agenore se ne avvide; le venne presso, le strinse la mano. Tremavano leggermente tutti e due.
—Dovrò rimanere a letto?—chiese Leonardo.
—Sarebbe meglio; ma il dottor Q…. dice che, se preferisci alzarti, nel tuo stato non vi è pericolo.
—Lo preferisco—disse il cieco.
—Sentiamo il polso…. vediamo la lingua…. a meraviglia…. a meraviglia….