—Povero completamento!—disse Ernesta quando fu sola col marito.
—Perchè?
—Perchè quella creaturina non assomiglia nè a Virginia nè ad Agenore; la mamma ha gli occhi azzurri, il babbo neri, e il piccino non li ha di nessun colore…. in compenso ha il naso rivolto in su, mentre la mamma lo ha affilato ed il babbo aquilino…. ha…. Via, diciamolo, non ce n'ha colpa…. ma è bruttino….
—Il nostro sarà più bello,—disse Leonardo.
—Sicuro che sarà più bello—conchiuse Ernesta ridendo.
Uscendo di casa verso il crepuscolo per far la solita passeggiata nel viale, i colombi si affacciarono dalla piccionaia per vederli passare, e gli stornelli si staccarono in nugolo dal tetto per formare in alto, in alto, una corona sul capo della coppia felice.
Ma ahi! sciagura!—ieri l'altro ancora, al caffè Cova ed al Circolo si faceva un gran ridere alle spalle di Leonardo e del dottor Agenore.
FINE.
Estratto dalla Nuova Antologia.