Il dottore si lascia adorare, si lascia dire che è bello, bello, bello, e quando si specchia negli occhietti sbigottiti della sua creatura, trova che sua moglie ha proprio ragione. Fa spesso visita a Leonardo in campagna, e piglia gusto a dar del tu alla cognatina; infine incomincia a credere che la grossa corbelleria non sia così grossa come gliela facevano vedere.

—La mia Virginia,—disse una volta ad Ernesta,—si è proposta di assomigliarti; tienilo per te, e bada che così hai doppia responsabilità, tu sei il suo modello.—

Ed un'altra volta disse:—la trasformazione di mia moglie non ha nulla che non sia nell'ordine fisiologico; le fanciulle che rimangono troppo lungamente zitelle sono come i cardini delle porte che si aprono di rado—s'irruginiscono e stridono; l'igiene è questa: olio ai cardini, marito alle fanciulle….

—Hai ragione,—diceva Leonardo.

—E tu, cognatina, non mi dai ragione?

—Te ne do cento…. e come sta il piccino?

—Ingrassa, ingrossa. Virginia dice che è tutto il mio ritratto, mentre invece è tutto il suo; è biondo…

—Tutti i bambini sono biondi….

—Ma il mio ha un biondo speciale che non sbaglia…. io dico che, mutato il sesso e l'età, è Virginia tale e quale….

—Ha dell'uno e dell'altro,—entrò a dire Leonardo,—e non può essere altrimenti colla teorica del completamento.