—Dorme,—disse sottovoce,—sicuramente dorme; cara signora, ella fa un'azione generosa; riconosco la sua bell'anima.—
L'ultima parola torturò alquanto le labbra del dottore, il quale cercò di compensarle della fatica fatta con un bacio sulla manina bianca della bella donna. Ma Ernesta si sciolse da quella stretta con un movimento brusco, guardò il volto dell'infermo, poi disse senza collera, ma con dignità, accennando Leonardo:
—Egli non ci vede….
—Sicuramente no,—rispose Agenore,—appunto per questo…. se ci vedesse, non dico.—
Ernesta non si lasciò persuadere, si staccò lentamente dal dottore ed andò a sedere in un canto. Agenore le venne presso.
—È proprio cieco del tutto?—domandò poco stante la bella.
—Del tutto.
—Una cateratta?
—Sissignora; a Spa ebbe un febbrone, un'infiammazione della pleura, poi una granulazione che affrettò la cateratta, la quale ora è perfetta e quasi matura per l'operazione.
—È un'operazione facile?