—Agenore…. rispose una voce dolente che fece palpitare il cuore della povera donna.

—Come ti senti?

—Bene.

—Ti bruciano gli occhi?

—No….

—L'infiammazione cessa; tanto meglio…. mi raccomando, bevi la tua pozione, mangia le minestrine, e non agitarti; procura di dormire…. io me ne vado, tornerò stanotte.

—Grazie—disse Leonardo—rimango solo?

Prima di rispondere, Agenore guardò Ernesta, la quale gli fe' cenno di non dir nulla.

—No…. qualcuno starà sempre in camera con te…. ed in ogni caso…. ecco il cordone del campanello….—

Agenore parlava al cieco coll'accento, con cui si parla ai fanciulli quando sono malati; in fondo egli voleva bene a Leonardo, il che non toglieva agli occhi suoi la legittimità dei propri diritti sopra Ernesta.