Questa volta comprese che bisognava rispettare le prime impressioni e se ne andò, accontentandosi di un saluto dei più semplici. Marito e moglie rimasero soli. Ernesta sentiva un impaccio singolare, una debolezza nuova; combattuta fra gl'impeti della pietà e le riluttanze della fierezza, tratteneva il respiro come paurosa di svelarsi.
Per alcuni istanti il silenzio fu profondo.
—Bortolo!—chiamò poco dopo l'infermo.
Ernesta sussultò leggermente e non rispose.
—Bortolo!—ripetè Leonardo colla stessa inflessione di voce—ho sete….
La povera donna si staccò con uno sforzo dalla seggiola, venne presso al cieco e gli porse il bicchiere contenente la pozione.
Il disgraziato cercò la mano e la lisciò leggermente, bevette un sorso e riconsegnò il bicchiere senza dir nulla.
Ernesta tremava da capo a' piedi; guardò il volto pallido del marito, ed alla povera luce che vi batteva sopra vide due lagrime uscire lentamente di sotto alla benda nera; allora sentì sciogliersi i nodi che la trattenevano, si fece innanzi, prese una mano dell'infermo e la strinse fra le sue. Non trovò parole. Leonardo si scosse…. sorrise.
—Ernesta! disse poco dopo.
Non disse altro.