Pensò: «Qualcuno è venuto, mentre io dormiva, chi mai? Leonardo; Olimpia non entra se non la chiamo.»

Stette un pezzo immobile a fantasticare su questo nonnulla.

—Egli è tornato a casa all'alba, secondo il solito, ha visto il lume acceso attraverso la toppa, ha avuto paura si appiccasse fuoco alle cortine del mio letto, ed è entrato pian piano per non svegliarmi, mi ha vista addormentata sul seggiolone, si è accostato, ha chiuso adagino la finestra già invasa dal sole, mi ha guardato per vedere se mi svegliassi e se ne è andato sulla punta dei piedi portando via il lume acceso….—

E nel dire a sè stessa queste cose, essa se lo vedeva innanzi il suo Leonardo, nè ora nè mai suo, e gli pareva curiosissimo in quegli atti, e pensava: —Qual gioia se fosse un altro, amante e riamato, per poter correre in camera di lui e svegliarlo con un bacio e dirgli: «Cattivo, è così che dovevi fare!»

Ma si corresse e disse che un altro, come lo voleva lei, non sarebbe tornato a casa a quell'ora. Ci pensò ancora, prima di conchiudere con un sospiro; poi si lasciò cadere sopra una poltroncina dinanzi allo specchio, e tirò languidamente il cordone del campanello per chiamare Olimpia.

Press'a poco a quell'ora, dalla stanza più remota, la voce di un altro campanello avvertiva il vecchio cameriere che il padrone si era svegliato. La testa canuta di Bortolo non entrò sola; la precedeva un testone crespo ed espressivo, solidamente piantato sopra un corpo alto e massiccio.

Bortolo era corso innanzi ad aprire le finestre, per lasciar entrare la luce; il visitatore si era fermato sul limitare, tenendo pronto un sorriso di saluto, e sul lettuccio in fondo alla camera un giovane pallido e bruno si era tirato mezzo il corpo fuor delle coltri, portando una mano agli occhi e facendo cenno coll'altra a Bortolo perchè non aprisse tanto le imposte. Bortolo misurò studiosamente un grado di luce che potesse venir tollerato dal suo padrone, e se n'andò in silenzio. Leonardo e l'incognito stettero faccia a faccia.

—A che ora sei venuto a letto?—domandò il visitatore con una voce dolce e carezzevole, pigliando il polso del giovane.

—Saranno state le sei, m'immagino.

—Si capisce; hai il polso agitato, incerto; segno che hai dormito poco e male e che hai passato la notte al solito.