— Compare Efisio! Compare Efisio! Vi sentite male?
— Non è nulla, entrò a dire Su Mazzone, egli è ancora debole, ed ha fatto uno sforzo per mettere in sella la ragazza — sono cose da lasciar fare ai sani!
Si curvò sul corpo dell’amico, e gli disse in un orecchio: «vuoi vederla ancora?»
— È possibile? chiese Giorgio balzando in piedi.
— Sì, se affrettiamo il passo; fra mezz’ora i cavalli saranno all’entrata del bosco, la strada fa un lungo giro; tagliando diritto pei campi, vi possiamo giungere in mezz’ora anche noi.... Ma dopo?
— Non importa, disse Giorgio, e si avviò, senza dare alcuna spiegazione ai pastori che lo guardavano maravigliati. Su Mazzone, voltandosi a Giannandrea, spiegò quel mistero così: — ha dimenticato di dire qualche cosa a Mariantonia, bisogna arrivare prima di loro al bosco.... si va e si torna.
E in pochi salti ebbe raggiunto il compagno.
— Anch’io mi sento solo, disse al bandito; Mariantonia se ne va!
— Dio mio! mormorava Giorgio, costringendo il suo compagno a fare ogni tanto un lieve tratto di corsa per istargli a paro; fatemi questa grazia!
E non si fidando nella bontà divina, affrettava ancora il passo.