Ma il babbo non scriveva — e la fanciulla, guarita appena, ricominciò ad essere infelice peggio di prima.
Colla dolce rassegnazione di convalescente, Angela passeggiava sotto il viale degli ulivi al braccio di Bice e si faceva tirare un tantino, quando apparvero all’ingresso di Speranza Nostra due carabinieri.
La vista di due signore molto giovani e molto belline indebolisce anche la forza pubblica; e i due carabinieri stettero dubbiosi; solamente quando Angela gli ebbe veduti e si arrestò di botto a fulminarli con un’occhiata, solamente allora il brigadiere fece un passo avanti e il saluto militare.
Silvio e Pantaleo erano nel bosco, e Cosimo era andato a Sassari con Ambrogio per alcune faccenduole; poteva giungere fra poco, ma intanto le due donne si trovavano sole colla forza, salvo a invocare la protezione di Giovanni o di Cecchino dalla cucina.
Ma Bice non ebbe paura, e tanto meno Angela.
Esse aspettarono che il brigadiere si fosse avvicinato, e quando egli, senza arroganza, certamente perchè aveva paura della fanciulla, domandò se nella casa abitasse od avesse abitato un certo Efisio Pacis, la contessa rispose sorridendo che veramente un pastore, il quale portava questo nome, aveva ricevuto alcuni giorni d’ospitalità nella casa, ma che una notte se n’era andato, e non ne avevano saputo più nulla.
Il brigadiere s’inchinò, riconoscendo in silenzio che egli avrebbe dovuto arrivare prima.
— La signora è la contessa Beatrice? domandò quel bravo giovinotto ripigliando animo nella sicurezza di non dover fare il più difficile della sua parte, e volendo mettere un po’ di grazia in tutto il rimanente.
Beatrice accennò di sì.