«Si può pensare alla riabilitazione, ma la riabilitazione della legge non riguarda che i vivi, senza dire che non si occupa dell’onore, ma solo dell’incapacità risultante dalla condanna. (Vedi art. 636).

«Non è il caso dell’amnistia che abolisce l’azione penale (art. 830), perchè questa è già estinta dalla morte (art. 13).

«Non è neppure il caso della grazia, prima di tutto perchè la grazia non ripara l’onore e poi perchè la grazia si riferisce solo alle condanne passate in giudicato (art. 826).

«Tutto ben considerato, non ci è nulla a fare. La legge però non vuole sembrare indifferente alle conseguenze morali d’un errore giudiziario, e dispone coll’articolo 24 del Codice penale, che l’infamia non si estenda oltre la persona del condannato.»

Silvio pure si era provveduto di tutti i codici del Regno d’Italia, e ne aveva sfogliato qualcuno, e si era sentito pigliare dalla collera più d’una volta, quando non capiva gran cosa e quando non capiva niente; ma dopo la lettera dell’avvocato milanese, sentì un bisogno prepotente e andò a prendere tutti i colpevoli per dare un esempio. Li trovò dove li aveva lasciati, ma ne mancava uno.

— Dov’è andato il Codice civile?

— L’ho preso io, rispose Angela, l’ho di là in camera, è un libro che diverte.

— Zio Silvio! proseguì la fanciulla, picchiandosi la fronte, «gli affini del medesimo grado» chi sono?

Lo zio Silvio, preso alla sprovveduta, non seppe rispondere; ma i Codici furono salvi.

III.