— Sissignore.

— Lei sapeva tutte queste cose prima di scrivere la sua domanda, o ne fu informato dopo?

Senza riflettere e fregandosi le mani un tantino, l’ingegnere Marini rispose che ne era stato informato prima e dopo... cioè...

— Cioè?

— Cioè, mi spiego... la storiella del padre della signorina è notoria... venendo a Sassari la prima volta, io sapeva già ogni cosa.

— E nondimeno, chiese Silvio con disinvoltura, lei non ha titubato?

Non aveva titubato — parola d’onore.

E non era pentito...? E non c’era pericolo che si pentisse? Era proprio sicuro di non obbedire ora ad un capriccio?

L’ingegnere era sicurissimo, sebbene paresse un poco impacciato. Ma a questo punto Silvio trovò una bella idea e fu magnifico nell’improvvisare la sua parte.

— Dia qua la mano, diss’egli; lei mi toglie da un grave impiccio, e non saprà mai quanta gratitudine le debbo; forse è meglio che non lo sappia; io vorrei dirle fin d’ora: Angela è sua; ma rimangono alcuni ostacoli.