Silvio diede un tempo lungo all’ingegnere, perchè egli potesse dire qualche cosa; l’ingegnere non fiatò.

— Il primo ostacolo può essere la volontà della fanciulla; io non so se Angela sarà contenta...

— È vero... lei non sa...

— E nemmeno lei, probabilmente?

— E nemmeno io...

— Un secondo ostacolo potrebbe essere questo: Angela è fidanzata ad un altro.

L’ingegnere zitto.

— Ma si rassicuri, proseguì Silvio; quest’altro sono io; e la ringrazio tanto tanto.

— Lei! esclamò l’ingegnere, tirando indietro il capo come per stupore.

Disse male la parola, non eseguì bene l’atto, e Silvio ebbe la tentazione di raccomandargli la naturalezza; ma era stordito egli stesso, e tacque un poco prima di ripigliare il filo. Durante quel silenzio l’ingegnere si provò un’altra volta a ripetere: lei! tirando indietro il capo, ma non riuscì bene ancora. Con un gesto risoluto il professore mandò qualcuno o qualche cosa a farsi benedire, poi riprese a dire pacatamente: