— Faccia attaccare la carrozza; si spiccerà più presto. Non ho dimenticato nulla, Ambrogio? Ci pensi un poco lei... ho la testa così confusa.

— Farò stampare le partecipazioni... andrò io stesso alla tipografia.

— È vero, ci avevo già pensato; ho preparato la formula, eccola.

Ambrogio seguì lo sguardo del conte e vide sopra un tavolino un foglio piegato; lo prese, lo aprì, lo richiuse senza leggerlo.

— Faccia anche stampare i nostri biglietti di visita, la carta da lettere e le buste da lutto.

— Bisognerà anche chiamare il sarto, sospirò il vecchio.

— E la sarta... povero Ambrogio! potrà far tutto? Ah! dimenticavo il più importante; bisogna avvertire il dottor Parolini, notaio, perchè venga domani a dar lettura del testamento, alla presenza degli interessati...

— Il notaio.... il testamento.... balbettò Ambrogio.... Ma la signora contessa...

— Mia madre ha fatto testamento, l’altro giorno; lei lo sa, perchè fu uno dei testimoni...

— E vossignoria intende? cominciò Ambrogio, ma non ebbe cuore di proseguire, perchè la pietà gli faceva nodo alla gola e gli empiva il petto di singhiozzi.