— Lo vedete, felice.

Tacquero.

Corrado si dondolava con vezzo, correggeva le pieghe del panciotto, si lisciava i baffi, si chinava a guardare dallo sportello — adorabilmente fatuo e disinvolto. Agnese ne seguiva ogni movimento, ma era distratta.

— Bel sole oggi! disse Corrado.

— Magnifico!

— Si può dire che siamo di primavera.

— Proprio.

Tacquero.

— Sapete che cosa si dovrebbe fare noi due? disse Corrado con fatuità sempre crescente.

— Che cosa? domandò Agnese, figgendogli in volto gli occhioni sereni.