— No....

— Dove vai?

— Vengo con te.

E Corrado scese di nuovo le scale. Gli ripugnava parlar di Agnese ad Aniceto, additarla per quel mezzo agli amici del Circolo; sentiva una specie d’avarizia che non sapeva spiegare; pensando alla vergine, era come geloso della cortigiana; non voleva che fosse degli amici la sorella di Grazietta.

Cercava un pretesto per spiegare il suo trovarsi in quel luogo; un’insegna appesa all’uscio gli venne in aiuto.

— Indovino dove andavi, disse Aniceto raggiungendo l’amico.

— Lo indovini di sicuro; dal dentista del secondo piano; l’ho mandato a chiamare, non può lasciare la sua clientela a bocca aperta, e siccome avevo una danza infernale in un molare.... qui a sinistra.... venivo io stesso....

— Ed ora?

— Ed ora mi è passata; succede sempre così; la vista o anche la sola vicinanza della chiave inglese fa cessare il mal di denti....

— È vero.... per questo venivi su colla testa bassa.... Sai invece che cosa credevo io? soggiunse Aniceto guardando Corrado in volto — che te n’andassi a trovar la bionda del primo piano.