— Eccola laggiù; sarà andata a misurare le calistegie che si arrampicano al salice.... lo dicevo io.... la vede, si curva.
E gridò forte:
«Quanti giri fanno, Grazietta?»
— Sei, disse la fanciulla; ieri ne facevano cinque.
Corrado si era tirato in disparte per non farsi scorgere:
— Indovina.... gridò la buona donna; ma Corrado le strinse il braccio per farla tacere, e Grazietta, dopo di aver rialzato il capo per ascoltare, tornò a curvarsi sull’erba del praticello.
— La lasci stare così; disse Corrado, e badi che il suo caffè se ne andrà nel fuoco.
— Non se ne andrà, rispose la signora Valentina con sicurezza, e si diresse placidamente al fornello.
Corrado non staccò più gli occhi da quel fondo verde, in cui si muoveva, saltellando come una gazzella, la figurina bianca e gentile di Grazietta.
Non credendosi osservata, ella canticchiava fra sè, interrompendosi per fare seria seria qualche esame importante, ed esprimendo poi a voce alta le sue osservazioni. A un certo punto volle attraversare con un salto il viale tracciato, ma non essendole riuscito di porre il piede sull’erba, si volse, tirò su leggiermente il gonnellino e spiccò il salto benissimo.