— Non ancora! disse Agnese; e andò a sedersi nel suo cantuccio, dove stette a lungo, cogli occhi stranamente fissi in volto a Corrado, pallida e silenziosa, viva immagine della sciagura che abitava in quella cameretta.

XXIX. Al capezzale.

«Non ancora!»

Nessuno gli aveva detto altro, nè altro egli aveva chiesto; tutta la storia di due mesi era in queste parole.

La mamma Valentina, seduta al capezzale, Agnese colle braccia penzolanti dalla spalliera della seggiola, collo sguardo intento e come sprofondato in una visione — aspettavano.

Corrado non ebbe la forza di staccarsi dal limitare — aspettava anch’esso.

A un tratto un brivido corse per quelle tre creature desolate.... Grazietta esalò un sospiro lungo....

Non era l’ultimo. Le fanciulla aveva aperto gli occhi, mandava in giro come a fatica uno sguardo spento, in cui all’improvviso balenò una gran luce.

«Signor Corrado!» disse con voce sonora.

Lo sciagurato si fece presso al letto, strinse nelle proprie la mano scarna e febbrile che gli venne offerta, allacciò paurosamente un suo sguardo desolato con quello della fanciulla, che nulla più aveva della terra — non disse parola.