«Sta tranquillo, ancora non è morta.»

Giunse finalmente ad un primo anfiteatro formato dai monti, poi per una stretta gola ad un altro del tutto simile al primo; colà dal verde di un boschetto uscivano poche case ed un campanile — il paesello di V***.

La prima persona, a cui con un tremito nella voce domandò l’abitazione della signora Agnese, gli additò una casetta verde in cima ad un poggio, fiancheggiata da due tugurii fatti di fango.

Il borghigiano gli aveva dato quell’indicazione in modo naturalissimo; solo si era fermato sulla via per guardare il signore sconosciuto, il quale, voltandosi, credette proprio di leggergli sulla faccia lo stesso ritornello che una voce beffarda gli gridava per via: «ancora non è morta.»

Venne innanzi alla casetta verde; gli batteva il cuore forte; una contadina gli si fece presso.

— La signora Agnese?

— Sta qui appunto.... ma non è in casa....

— Ah! non è in casa!

— No.... è uscita stamane di buon’ora, non è più tornata....

Un pallore improvviso coprì le guancie del conte; ma l’altra proseguì: