Corrado alza il capo e domanda:
— Non è vero che mi somiglia?
E allora Antonio, il quale per caso si trovava in contemplazione nel vano d’un uscio, si fa innanzi partendo col piede sinistro e dice solennemente:
«Sfido a dubitarne io; la fronte è la stessa, il nasino identico, gli occhi gettati nello stesso stampo e tinti colla stessa vernice.... solo la bocca, se l’ho da dire.... è diversa....
— Sì, la bocca è diversa, risponde il babbo innamorato, e i capelli non somigliano ai miei....
Corraduccio è curioso, come tutti i bimbi dell’età sua; se vede un fanciullo scamiciato, lacero e scalzo, con un tozzo di pane nero in mano, domanda: «Perchè quel bambino non è vestito come me?»
— Perchè è povero.
— E perchè è povero?
— Perchè è nato così.