Corrado si sollevò sulla poltroncina, allungò una mano e trovò tentoni sulla caminiera il mazzolino di viole, lo guardò un istante alla luce della fiamma, poi spenzolò il braccio a terra, così che le viole parvero aggiunte ai fiorami del tappeto.

E la stessa voce di prima si arrischiò a domandare: «E chi mai ha pensato a te? quale delle tante, che ti hanno portato via un brandello del cuore e due mesi della vita, si ricorda ancora del tuo Santo? L’Angelica no certo, la Candida nemmeno, e nemmeno la Bice.... Le altre sono troppo remote.... Ah! forse Nina, la fantastica Nina; essa sola può andar soggetta a tenerezze postume.... oppure.... ma già l’Angelica no certo, la Candida nemmeno, e nemmeno la Bice....

Un brontolio prolungato della fiamma fece ammutolire quella ciarliera, poi un’altra voce spropositò timidamente: «povera Fanny!» — Che cosa ci entra ora Fanny? sta zitta.... non può esser stata che la Nina. Te la rammenti, la Nina? Era bella la Nina!... Ti ricordi di quel giorno?... di quell’altro?... e quella volta.... e quell’altra?... Povera Nina!... La Candida, che te la fece dimenticare, non valeva quanto lei, ma era un’altra. Ah! le altre, Corrado, le altre!... Un mazzolino di viole.... quest’anno sono i soli fiori che tu abbia ricevuto! Hai delle amiche, quest’anno, che ridono dei fiori come i tuoi amici. Fanny sola ama i fiori.... Se te ne fossi innamorato un mese più tardi, ella te l’avrebbe mandato il suo mazzolino. L’hai amata troppo presto! Il tuo Santo non ha potuto anticipare.... e ci hai perduto un mazzolino.... Ma insomma, a chi può essere venuta l’idea delle viole? alla Candida no certo, all’Angelica nemmeno e nemmeno alla Bice.»

Corrado, che udiva quel chiacchierio senza ascoltarlo, levò lentamente il braccio e tenne un istante il mazzolino dinanzi al focolare; le viole si staccavano nere nere dal fondo di fiamma. Ma d’improvviso rotolò un tizzo e balenò una luce più viva; fu per tutta la stanza una lunga processione di ombre; a quel bagliore, Corrado vide fra le dita un luccichio a cui non aveva posto mente; strappò ad una ad una le viole del mazzolino, e dai gambi recisi sciolse, come istupidito, una lunga ciocca di capelli biondi.

Un lampo, balenandogli negli occhi, gli accese il volto spento; volle guardar meglio, ma proprio in quella un altro ceppo rotolò dagli alari, e la fiamma, non più trattenuta che da due braccia impotenti, si sprigionò con un guizzo e fuggì via.

L’istinto fu più ratto del pensiero.

Corrado aveva appena tirato il cordone del campanello, che già era pentito; e ad Antonio, il quale entrò recando un lume:

— Non sei andato a letto? chiese impacciato.

— Ci andavo ora — balbettò il vecchio, e non sapendo che altro dire, guardava tutt’intorno.

— Ieri hanno portato un mazzolino....