Ed ora tutto tace, tranne il vento che svolta alle cantonate, i grossi ceppi che s’acciuffano nel camino, e le cinque lingue beffarde dell’idra.
La trista figura la fa Corrado. Non s’invitano gli amici a cena per smorzar nel meglio l’allegria; tanto varrebbe spegnere i lumi e dire: «buona notte» — ma l’oppressione del silenzio la sentono tutti, il Domenichino eccettuato. Ora Aniceto, il quale, essendo il più maturo, si crede in certe occasioni obbligato a mostrar più senno degli altri, trova che non ci è scampo, che bisogna sfidar la situazione corpo a corpo ed uscirne trionfante. Oh! se il genio dei bisticci non gli si ribella!... Non gli si ribella, no — ha trovato! Ma non basta concepire un bisticcio, bisogna anche metterlo al mondo, ed è spesso il più difficile. Dovrebbe far dire a qualcuno: «che cosa ha Corrado?» Si prova.
— Eh! io lo so che cosa ha Corrado...
— Che cosa ha Corrado? domanda costui, rialzando il capo distrattamente.
— Un’erre gli ha fatto un brutto tiro.
Ma Corrado non lo ascolta più. Aniceto interroga il volto degli altri suoi compagni — nessuno gli bada. Filiberto guardava in fondo ad un bicchiere, ed è il solo che abbia sentito la proposta dell’enigma, ma ahi! non si mostra punto curioso di averne la chiave, alza gli occhi, li riabbassa, sorride compassionando.... Felice, fingendo di star pensoso, ascolta le ciancie sommesse di Barbara e Fanny.
Fanny dice:
.... «Sarà un mese, no, tre settimane..., no, un mese..., doveva essere la vigilia di non so che..., sì, certo, era la vigilia di non so che. — Corrado, gli dico, da un pezzo non mi regali nulla. — È vero, risponde lui. — Ebbene, comprami qualche cosa. — Che cosa? — Una treccia, una bella treccia tutta di capelli..., il parrucchiere..., quel parrucchiere famoso.... (come si chiama? l’ho sulla punta della lingua) ne ha una in vetrina, che par fatta apposta per me — è un pochino più nera, ma tu sai, tu devi sapere che i capelli finti perdono un po’ il colore....
— E lui? domanda Barbara gettando uno sguardo fuggitivo a Corrado.
— E lui: — Che bisogno hai tu di altri capelli, se n’hai tanti? — Vedi Bice, la bionda Bice, dico io; ne ha meno di me, è quasi calva quella poveretta, e pure ne porta il doppio.