— La barba.

Quel laconismo era bugiardo, come al solito, perchè si leggeva in faccia a tutti e due la voglia d’appiccare discorso.

Dopo un istante di silenzio, il barbiere pigliò delicatamente per il naso il suo muto interlocutore e gli fece notare che non bisognava fidarsi a quel raggio di sole, e che il tempo pessimo minacciava di durare. Pagato questo tributo alla metereologia, ogni conversazione fra due galantuomini si può dire avviata.

«Sissignori, il tempo pessimo minaccia di prolungarsi, è caduta tanta neve sugli Apennini, che il corriere è in ritardo — e si è curiosi di leggere la discussione della Camera sulla questione religiosa. — Come si chiama, liberale fino all’eresia, fa la sua professione di fede. — Oh! la questione religiosa, non ci è che Bismark che la intenda come va; che ometto Bismark! Ma guai a fidarcisi.... Sta per l’alleanza italo-germanica il signor Corrado? Ah! voleva ben dire! l’alleanza italo-tedesca, ci inimicherà la Francia. Parlategli d’un patto fra le razze latine a Come si chiama e vi intenderete; il suo giornale dice questo e dice quest’altro; ha ragione fin qui, al di là ha torto.... La Francia è la nostra amica migliore ed ha ancora un grande avvenire; la Francia è la regina del buon gusto e della moda — essa è che ci manda la tournure e lo chignon — che farebbero i parrucchieri senza la Francia?... Che farebbero? dica lei signor Corrado.»

Il signor Corrado, il quale non sapeva come mettere il piede in quel territorio, fu felice d’esservi arrivato quando meno se l’aspettava, e convenne di buon grado che minacciare lo chignon era tutt’uno come minacciare l’avvenire dei parrucchieri d’Italia e del mondo. Ma chi lo minacciava? una moda tanto comoda! — E pure ogni tanto ci si fa la burletta d’annunziare che la famosa principessa Ipsilonne o la duchessa Ighisse si sono messe a far la guerra ai capelli finti; per fortuna, la maggioranza è calva!

Corrado zitto; teneva gli occhi fissi nella vetrina, e l’altro pronto:

«Veda un po’, la mia vetrina è delle meglio fornite; la può cercare in tutta Milano senza trovar la compagna — abbiamo le tinte più rare, andiamo dal nero carbone al bianco di neve, passando per tutte le gradazioni del castano (che è una degenerazione del nero), del rosso (che deriva dal castano), del biondo (che è una degenerazione del rosso)...

Corrado lo fermò: non gli pareva che il biondo fosse una degenerazione. Come si chiama non la pretendeva a scienziato, anzi svelò al signor Corrado ch’egli era un ignorante... «questione d’opinioni; del resto si sa, vi sono dei biondi... dei biondi....»

Corrado aveva un giornale a tiro ed allungò la mano per pigliarlo.

«Ma non è questo che voleva dire Come si chiama» — e Corrado lasciò il giornale dov’era.