—Anzi è quasi il tuo dovere, e se vuoi ti nomino custode degli oggetti pignorati; aggiunse Ippolito con accento dimesso mandando in giro un'occhiata melanconica; ma se si potesse risparmiare quest'atto crudele… crudele specialmente per me che ti son parente…. vediamo, non potresti tu fare uno sforzo per contentare l'esattore?

Giusto fece deliberatamente di no col capo.

—No? Pensaci… se rimettessimo le cose a domani, forse si potrebbe tentare qualche rimedio….

Giusto ripetè il rifiuto con un cenno del capo.

—Capisco che tu mi vorresti venire in aiuto, ma io ho mutato idea; me ne andrò all'estero a dipingere i miei quadri; l'esattore si pigli pure tutto… fa il piacere di pignorarmi subito… Però ti ringrazio.

L'usciere, rimasto perplesso tra l'accettare il ringraziamento e dire il vero, rispose:

—Non mi ringraziare, perchè io non avevo intenzione di darti nemmeno un centesimo; ma sono tuo parente e mi pare che qualche cosa potrei fare per te, se non mi costasse nulla.

Continuava a guardare intorno e finalmente concluse.

—Per esempio, potrei fare un verbale, dichiarando di non aver trovato nel tuo studio tanta roba da pagarmi l'accesso giudiziario e la carta bollata…

Proseguì a bassa voce: