—Oh! disse, quando ebbe la certezza che il paravento non nascondeva la tentazione del demonio; oh! anche tu qui! spero non sarai venuto a fare il pignoramento al nostro Giusto.
Ippolito sorrise e per entrare nella celia, rispose:
—Nè tu a confessarlo o a raccomandargli l'anima.
Sorrise anche prete Barnaba, e cominciò, come aveva fatto l'altro cugino, ad ammirare le tele; un Cenacolo incominciato gli piacque subito; ma si fermò davanti a Cleopatra e alle donnine del gran quadro dell'orgia; quelle donne mezzo spogliate tennero incerto il suo giudizio un gran pezzo; finalmente si decise ad ammirarle tutte.
L'usciere gli veniva dietro guardando ogni tanto l'orologio; mangerebbe la minestra riscaldata, ma ad ogni costo voleva penetrare il segreto di quella visita.
Finalmente il reverendo ebbe pietà, e confessò d'essere venuto per la
Madonna dei sette dolori.
—Ci ho pensato molto, dopo quello che mi avevi detto, e ho parlato al parroco; egli mi pare ben disposto, e se gli andrò a dire che ho combinato ogni cosa, che concorro anche io nel limite delle mie modeste forze, il mio altare avrà la sua madonna. Ti porto seicento lire per ora; nella settimana ventura il resto; sei contento? tu mi farai una Madonna dei sette dolori, come dicevi… da far piangere i sassi…. sarà il primo suo miracolo e sono sicuro che ne farà degli altri quando sia stata consacrata dall'arcivescovo. Bisogna però abbondare nella tela…. mi hai detto che una spanna di più o di meno a te nulla importa; ai devoti invece, una spanna di più cresce il valore…
—Della Madonna?
—Non dico propriamente questo, ma quasi.
Giusto aveva una irresistibile voglia di sparare in volto ai due cugini una risata omerica, ma si trattenne perchè insieme a quella tentazione allegra gli stavano venendo altre idee d'altro colore; idee insolite, capaci di disgustarlo a poco a poco dei parenti, degli amici e dell'umanità tutta quanta.