Altro che! Giusto credeva tutto.

—Qualcuno mi era venuto a dire che tu avevi dell'ingegno…

—E non hai creduto?

—Ho creduto, perchè ingegno ne abbiamo tutti in famiglia; ma quando mi dicevano che stavi creando un'arte nuova, tutta lombarda, un'arte che bisognava guardare da lontano, da un certo punto di vista, che i colleghi ti incoraggiavano imitandoti, anche avendo invidia di te… allora…

—Non credevi?

—Che credere! Domandavo sempre: si è fatto ricco col suo pennello?, mi rispondevano di no.—Ebbene, dicevo, l'arte che non frutta è un'arte inutile… Ma ora, guardando da questo punto… fammi il piacere, mettiti qui tu stesso… e guarda…questa donna che si attacca un serpente alla mammella… è una cosa che fa pena, ma è bella… dillo tu stesso.

—Non è finita, perchè mi manca la modella, disse tranquillamente il gran pittore.

—Ti manca la modella? Ti è morta?

—No, mi manca il denaro per pagarla. Oh! prete Barnaba, scusami tanto, se ti ho fatto venire tante volte inutilmente.

Prete Barnaba entrò in studio con una certa paura delle tele dipinte e in ispecie d'un paravento che poteva nascondere il peccato carnale; entrò quasi in punta di piedi, guardandosi intorno e afferrandosi alla propria sottana per non mettere il piede in fallo. La sua faccia scolorita aveva la barba nera di una settimana almeno, e la piccola chierica era in gran bisogno del rasoio; il solino desiderava da gran tempo il bucato; la veste era tanto sfrittellata da sembrare una frittella sola; e per giunta una scarpa stava perdendo la fibbia.