Allora Gerolamo si contentò di una moneta di due lire che prese con molta disinvoltura.
Quando il pittore fu solo un'altra volta, si ricordò che nel taschino del panciotto aveva ancora le seicento lire di prete Barnaba, ma prima che dicesse grazie agli eterni, riapparve sull'uscio Gerolamo.
—Mi è venuta un'idea mentre me ne andava, e sono tornato.
Giusto senza invitarlo a farsi innanzi, lo lasciò parlare sul limitare, solo disse da lontano buttando i pennelli sporchi nel secchiello:
—Se non è per danaro, parla.
E Gerolamo parlò.
Disse d'una cottura che egli si era presa per una fanciulla magnifica, dell'ostacolo incontrato nel babbo macellaio, il quale avrebbe dato il suo consenso se l'innamorata fosse appartenuta in qualche modo alla macelleria; ma non voleva inparentarsi col tribunale….
Giusto a questa parola rialzò il capo dal secchio.
Volle chiedere bruscamente al disgraziato amatore il nome dell'innamorata; ma lasciò che egli continuasse senza interromperlo.
E Gerolamo proseguì a dire che il padre della fanciulla forse sarebbe contento, ma il macellaio assolutamente no…