—Però…
—Però, che cosa? dica, dica.
Però Giusto poteva ricorrere alla commissione d'appello per l'accertamento delle imposte.
—E come? e che fa la commissione d'appello? e che ottiene il contribuente?
L'agente fu generoso d'informazioni; Giusto doveva fare il suo reclamo in carta bollata da cent. 60; la commissione d'appello fa sempre ciò che dice l'agente delle tasse; il contribuente per lo più non ottiene altro che fare una seconda istanza a un'altra commissione…
—La quale?…
—La quale giudica come la prima.
Giusto, fatto bene il conto, non fece istanza di sorta, e almeno risparmiò la carta bollata.
Ma bisognava pure pagare le ottocento lirette, se gli premeva fare quasi ogni giorno la cena e tre volte l'anno un cenacolo.
Allora cominciò nel cervello del pittore un lavorio angoscioso, non fatto mai prima di quel tempaccio birbone: il lavoro di avvicinarsi ai parenti abbandonati per disprezzo della loro fortuna, tastarli a uno a uno, amicarseli un poco, fin che un giorno gli avesse indeboliti tanto da poter sparare a bruciapelo la domanda d'un prestito di ottocento lire. E perchè no di mille? La fatica è tal quale a chiedere mille o a chieder ottocento, anzi certamente mille è una cifra più dignitosa, e se un po' di lire gli rimanessero in tasca non gli farebbero male per assicurare una buona modella al suo capolavoro.