Ma prima bisognava incominciare dalla sua innamorata.
Perchè mai essa era a Brescia quando Giusto aveva più bisogno di lei?
Finalmente l'usciere tornò a Milano, e Cristina pure.
Quando essa seppe dal suo fidanzato della celia notarile fatta in un giorno di convalescenza, rise fino alle lagrime; a lei non venne neppure in mente di dubitare che Giusto le nascondesse il vero, ma invece di affliggersi che unicamente per questa bugia fosse divenuta facile una cosa difficile, e la più bella di tutte, cioè il loro matrimonio, se ne compiacque e battè le mani.
Ma dunque Giusto soltanto aveva certi scrupoli?
Sì, proprio lui solo.
—Mi piacerebbe interrogare uno spassionato!
E Cristina propose subito:
—Lo domandiamo a Nina!
—Domandiamolo.