E non vi ho detto che in una lettera di quindici giorni sono Valente mi confidò d'essere preso da una smania insolita, quella di lavorare molto. Ed io capisco perchè: perchè oramai il suo avvenire, cessando d'essere indeterminato, non fa più la guerra al presente.

E non vi ho detto che da otto giorni essi, cioè Chiarina Pasquali e Valente Nebuli, sono proprio marito e moglie, e che se la mia Annetta viene ogni tanto in punta di piedi a mettermisi alle spalle, ed ha la mantellina in dosso ed il cappello in testa, è perchè mancano quaranta minuti all'arrivo del convoglio, e l'impazienza le fa calunniare il mio orologio, un modesto orologio di Ginevra, ma piantato in regola sulle sue otto pietre, ed incapacissimo di fare un passo più lungo o più breve del necessario.

Impaziente la mia parte sono anch'io, ma so che alla stazione ci andremo in quindici minuti e che mi basterà infilare il pastrano per essere pronto.

E non vi ho detto, ma l'avete indovinato, chi è che arriverà colla corsa delle undici e cinquantacinque.

Arriverà il prezioso signor Pasquali; arriverà il mio migliore amico; arriverà la donnina più adorabile dell'universo.... dopo mia moglie.


PS. Nota di mia moglie: Ipocrita!

FINE.

[ INDICE]

Capitolo Pag.
I. Qui cominciate a vedere che nel mondo si danno combinazioni curiose [7]
II. L'amico Valente [23]
III. Qui tiro su una cortina e comincio a vedere un mistero [31]
IV. Corvi contro Corvi [43]
V. Assisto ad un miracolo [49]
VI. La signora Chiarina mi dà l'idea del mio capolavoro [57]
VII. Faccio la conoscenza d'un incognito [71]
VIII. Quello che io dovevo sapere [83]
IX. In cui l'incognito comincia a tormentare la mia curiosità [97]
X. Il signor Bini continua [105]
XI. Qui una signorina leggerà due volte senza comprendere [113]
XII. Il signor Bini non è il signor Bini [123]
XIII. Mia moglie ne fa una grossa [127]
XIV. Il signor Salvioni scrive [139]
XV. Il Signor Salvioni viene [147]
XVI. Il signor Salvioni parla [159]
XVII. La Venere se ne va [171]
XVIII. Cose strane [179]
XIX. Guardo sotto la maschera [189]
XX. Il signor Salvioni legge [199]
XXI. Dopo il quale, lascio la penna per tornare ai miei pennelli [209]