Feci un richiamo accanto alle 18,50 così (1) e scrissi in margine:
«(1) Il denaro vale la gioia che dà, il benefizio che reca; chi disprezza il denaro è segno che non lo sa spendere; e chi crede di stimarlo troppo, solo perchè n'è avaro o lo misura a centesimi, costui invece lo disprezza.»
— E per chi le scrivi queste belle cose?
— Per i nostri figli che verranno; io voglio che essi trovino in questi libriccini della spesa diaria un po' dell'anima del babbo che li amava tanto.
— I nostri figli! — mormorò Annetta sorridendo senza averne voglia. — Io mi sono messa il cuore in pace.
— Io no; siamo da tre anni soli marito e moglie. La signora Carolina non ebbe forse una bella bimba dopo sette anni di nozze? E la tua amica di Torino, Clotilde? E quell'altra?.. come si chiama? —
Un passero è venuto a posarsi sul davanzale, ha fatto un mezzo giro a destra ed un mezzo giro a sinistra colla precisione d'un veterano, poi, guardando dalla mia parte, mi ha detto una parola che ho capito benissimo, e che sono tentato di scrivere: — fine.
Ma non mi fido; potrei aver dimenticata qualche cosa....
Ah! non vi ho detto che uno stupore magnifico si prepara a Chiarina e Valente. Nel loro quartiere se vi ricordate, vi erano alcuni errori da correggere; dello studio bisognava farne un salotto, d'un salotto lo studio, di due camere da letto una sola. Tutto ciò è fatto.