— No.... — disse Annetta.
— E quest'altra? — interruppi, facendo un cenno a mia moglie — guardala bene. —
Giovanni Battista non istette in forse un attimo; non ci era di che, un V! figuratevi! Quando ebbe lette tutte le lettere, allora io corressi dolcemente il suo primo errore, gli feci notare la profonda differenza che passa tra il B maiuscolo e l'R maiuscolo, e gli diedi norme sicure, facili ed indimenticabili per non trovarsi mai più esposto a simili equivoci.
Ah! se la signora Chiarina mi avesse inteso, e se avesse visto la gioia sulla faccetta bigia di Giovanni Battista, quando egli ebbe la bella veste, lo scudo bello ed i panetti saporiti!
Alla sera, nell'atto di scrivere fra le spese diarie il regalo fatto al nostro piccolo erudito, fermai Annetta, che se ne andava, per chiederle:
— In tutto dunque la buona azione ci è costata?
— 18 lire e 50 centesimi.
— E quanto credi che valga?
— 18 lire e cinquanta centesimi.
— Verissimo! — diss'io; — ma queste 18 lire e 50 centesimi hanno un valore enorme, hanno il valore di una gran gioia, d'una felicità intera. E stammi attenta a quello che io faccio.... —