L'amico Nebuli si rizzò in piedi.... ma qui ci sta un'osservazione e ce la metto. Nella settimana d'un uomo lungo vi sono momenti, in cui egli avrebbe bisogno di rimpicciolirsi; immagino che il contrario debba accadere più spesso ai piccini, e che i mezzani non siano in condizioni migliori, non si potendo accorciare od allungare come i cannocchiali; perciò quando l'amico Nebuli si rizzò in piedi con una certa solennità, compresi subito che quello che mi voleva dire gli sarebbe costato meno fatica scendendo dall'alto, e rimasi a sedere.

Ma per quanto egli si provasse, ed io lo incoraggiassi cogli occhi, non gli venne fuori una sillaba.

Allora abbassando la voce chiesi: — non è tua moglie? — ed egli abbandonò le mie mani e ricadde al mio fianco — non era sua moglie!

Il resto si racconta in due parole. Valente raccolse la bella ed i pochi, pochissimi spiccioli del padre adottivo di lei, ne vendette le tele ed i mobili all'incanto e fu lui stesso il maggior offerente; ripose il tutto nel suo quartierino da scapolo a Parigi, parlò al console italiano, scrisse e fece scrivere ad altri dieci consoli chiedendo notizie del pittore Salvioni, a cui voleva restituire il denaro e la moglie: passò un anno.

A lungo andare Valente e Chiarina cominciarono ad accorgersi che la loro condizione si faceva insopportabile, che un gran pericolo era sempre imminente, e la maldicenza ai loro calcagni, e la curiosità dei vicini invariabilmente alla finestra, scettica, maliziosa, beffarda, tanto che alla fine sentirono entrambi il bisogno di spacciare alla malizia della gente una bella menzogna e darsi al mondo per marito e moglie....

Così andarono le cose, secondo mi disse Valente, ma qui mettendo un po' d'immaginazione e di buona volontà dove l'amico metteva qualche reticenza, io supponevo, cioè non supponevo, ma avevo paura di supporre.... e mi pareva di vederla alla finestra la mia malizia di vicino di casa, scettica, curiosa e beffarda. Io che sono bonario non desideravo di meglio che di poter paragonare la signora Chiarina e Valente a quelle due isolette castissime scoperte da un poeta moderno; mi ci provavo, e quando a forza di buona volontà ero riescito a tirare a galla le due isolette nel piccolo mare della mia immaginazione, ecco un altro mare più piccolo, quello dipinto dall'amico Nebuli,...

— A te ora, — mi disse costui all'improvviso; — chi è il vecchio della birreria?

— Chi è il vecchio della birreria? — ripetei.

— Chi credi che sia?

— Il signor Salvioni, — risposi da vero sbadato. —