— Anche tu!... Comprendo..., il Salvioni morì....
— Non comprendi, — interruppe Valente, con un sorriso melanconico, — non puoi nulla comprendere! Il Salvioni in capo a sei mesi di matrimonio, dopo aver fatto patire alla poveretta perfino la fame, senza che ella si lamentasse mai, un bel giorno, cioè un brutto giorno, se ne partì chiedendo il perdono di Giorgione e di Chiarina, promettendo di tornare quando fosse ricco. Intanto aveva consumato la piccola dote della sposa. All'improvviso annunzio Giorgione accorse alla casa vedovata, apprese a Chiarina la nuova sventura, preparandovela colle sue moine da babbo, poi le coprì di baci le guance pallide, le asciugò le lagrime colle carezze e di nuovo se la condusse a casa a braccetto. Quando ebbe accomodato tutto ciò, fece la sua brava malattia di due settimane, andò fino al limitare del mondo di là e tornò indietro a ripigliare le fatiche ed i doveri di padre.
— Dov'era andato il Salvioni? — mi arrischiai a domandare dopo alcuni istanti di silenzio.
— Non si seppe mai. Ma una volta avevo inteso Giorgione dire che quel capo scarico non lavorava più, perchè si era messo in testa di ritrovare il padre di sua moglie, e più d'una volta udii lui stesso, il Salvioni, quando era brillo, inveire contro gli snaturati che abbandonano le loro creature. Sapeva della mia eredità ed era chiaro che la sorte mia gli faceva invidia, anche lui voleva arricchire senza fatica.
Un giorno fui chiamato in fretta allo studio di Giorgione; si sentiva male, aveva una gran sonnolenza, contro cui si ribellava con coraggio. Mi vide, mi afferrò le mani nelle sue fredde, e trovò la forza di raccomandarmi Chiarina; si assopì, per poco; svegliandosi: — «dev'essere a Milano!» — disse, poi si assopì di nuovo, per sempre.
— E tua moglie? — chiesi quando mi parve che il silenzio durasse più del necessario.
Non ebbi risposta. Provai ancora ad offrirgli un mozzicone di frase, perchè mi usasse la cortesia di continuarlo.
— La signora Chiarina rimase.... —
Ma Valente muto come un pesce. Ed io:
— Rimase vedova.... naturalmente, e poi? —