— E lui?
— Oh! Ah!... nient'altro, ma a un tratto si battè la fronte — (il commediante! come la fa bene la sua parte!) — e «bisogna trovarle il padre.... — disse — è la prima cosa, bisogna trovarglielo.» — Ne conviene anche lei? E dica un po' che cosa avevamo sospettato noi, vedendola? (tale e quale gli ho detto) «Che foss'io il padre?» — chiese ridendo. — Proprio che fosse lei! — Ed egli: «una buona idea, una buona idea, cara signora, sono io!» Mi fece ripetere tutta la storiella, prese alcune note nel taccuino, e se ne andò senza aspettarti... —
Stetti un momento in pensiero.
— Ho fatto bene o male? — mi chiese Annetta, impaziente del mio silenzio.
— Non so.... cioè sì, hai fatto bene, ma che cosa argomenti da tutto questo? Chi ti pare che sia il signor Bini?
— Prima di tutto non è il signor Bini, e poi mi pare che non sia il padre di Chiarina.
— Volevo ben dire!
— Ah! — sospirai crollando il capo, dopo un altro po' di riflessione.
— Almeno fosse morto! — mi rispose Annetta, leggendomi nel pensiero.
— Ebbene sì, almeno fosse morto! E non credere che sia augurare male al prossimo, perchè, vedi, bisogna considerare i morti a quest'ora come un numero fisso, inesorabile, che io non so, ma che la statistica sa benissimo. Se fra questi morti non ce n'è uno che si chiama Salvioni, ce ne sarà in vece sua un altro, il quale non ci ha fatto nulla e faceva forse benissimo a vivere.... Dunque.... —