— Sai? ne ho fatta una!
— Una sola! A guardarti in viso ne avrei sospettato un paio per lo meno. È grossa, se non altro? —
Io scherzava, perchè mi veniva in mente che avesse fatta una compera convenientissima coi quattrini della spesa, od un'elemosina per mandarmi in paradiso, senza chiedermi il permesso, eccellenti affarucci, di cui ogni tanto si presentava l'occasione.
— È grossa! — mi rispose, — ma sono felice di averla fatta. Hai da sapere che appena il signor Bini è entrato, visto che tu non eri in casa, ha detto: tanto meglio.
— Birbone d'un vecchietto!
— E mi ha chiesto senza preamboli se sapevo chi era il signor Salvioni. Indovina che cosa ho risposto?...
— Che ti facesse il favore di dirtelo lui, se lo sapeva....
— Invece no: gli ho detto tutto: me lo sono tenuto lì, cogli occhi grossi, a bocca aperta, una mezz'ora, vuotando un sacco di garbatezze (te lo puoi immaginare) sopra quel padre senza coscienza, che lascia penare due creature così buone.... «perchè in fin dei conti, ho detto, se il signor Salvioni si trova, ed è un birbante, e gli viene il capriccio di voler la moglie, il codice, che par fatto apposta per i birbanti, gliela dà; mentre un padre potrebbe.... mi pare....» Così gli ho detto.... Ho fatto male?... Non dire che ho fatto male, perchè so d'aver fatto benissimo.... Non mi dicevi tu che il tuo codice non obbliga i padri che vogliono star nascosti a farsi vedere? Ho voluto provare se sapevo far meglio io del codice.
— E lui?
— Lui impassibile.... ah! oh! niente più. Allora gli ho detto che quel duca o quel marchese, al posto del cuore, doveva avere uno dei suoi quarti di nobiltà.... e che mi piacerebbe conoscerlo, e intanto lo guardavo in faccia.... così..,.