--Coraggio, ripetè con voce commossa.
"È finita" pensai, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi.--Oggi? domandai coll'insistenza della disperazione.
--Forse.
Quest'ultima parola mi passò il petto come una lama di coltello."
LXIV.
"Passai tutto quel giorno accanto al suo letto, senza potermi acquetare al pensiero della sciagura che mi minacciava.
Avessi io potuto lottare corpo a corpo col destino, avrei vinto la sua inflessibilità.
Pensavo che sarebbe del mio avvenire, e come avrei potuto sopravvivere alla morte del mio cuore. Immaginavo, anticipandomene l'amarezza, le giornate tristi e le ore numerate nella solitudine; e come ogni oggetto m'avrebbe parlato di lei, e avrebbe risuscitato una memoria del passato, una memoria della mia felicità e del mio amore; Ahimè, il mio amore, il mio passato erano perduti inesorabilmente; la mia felicità era seppellita con Clelia.
Seppellita! terribile pensiero!.. Allora guardavo il volto scarno di Clelia, vedevo la povera vita di quel corpo adorato fuggire sotto i miei occhi--nè il mio amore possente aveva forza d'arrestarla un istante.
Alla notte venne la contessa B. Aveva mandato ogni giorno a chiedere novelle di Clelia, e come seppe del pericolo in cui versava, volle esserle vicino. --Quella buona signora mi trovò mutato.