Il nero volto di Charruà comparve sull'uscio; nè io l'aveva chiamato. Mi guardò un'istante; io gli feci un gesto e volli parlare; l'ansia me ne tolse la forza.

Charruà mi comprese, e senza attendere più oltre s'allontanò.

Io mi gettai sul letto di Clelia cogli occhi fissi sul suo volto.

Mi pareva che la morte dovesse stendere ad ogni istante le sue scarne braccia per rapirmela--e che fosse lì, immobile, ai piedi del letto, a rimirare il mio affanno e la sua preda....

Un brivido mi corse per le vene e mi guardai all'intorno impaurito.

Charruà ritornò in compagnia del medico.

Io mi rivolsi a quell'uomo come ad un benefattore; gli additai Clelia, ed invocai d'uno sguardo supplichevole che la salvasse.

Il medico s'accostò al suo capezzale, la guardò attento senza tradire alcuna emozione, poi guardò me, vide la mia preghiera, e scosse il capo melanconicamente. "Coraggio" mi disse facendomisi dappresso.

E poichè io non rispondeva, egli mosse alcuni passi per uscire.

--In nome del cielo, ogni speranza adunque è perduta? domandai arrestandolo..