"Lo dirò senza esitare più oltre: "io amo." Vorrei anche in questo momento temperare la forza di questa affermazione e dirti solo che "ho paura di amare;" e forse sarei nel vero; ma io penso che in coteste cose il sospetto valga la realtà; e d'altra parte la titubanza prolungherebbe lo strazio che ha durato fin ora.

"Così dunque, anzi che continuare, in una lotta ineguale senza frutto, io preferisco darmi per vinto.

"Devo dirti qual donna io ami? Tu l'hai indovinato--Clelia.

"Non sorridere del mio orgoglio. Tutto ciò che tu potresti dirmi, me lo son detto io stesso. Ho pensato alla sua bellezza, alla sua grazia, al suo candore; poi ho penetrato dentro di me, vi ho rovistato tutto il buono che vi ho trovato, e mi è sembrato assai misera cosa. Debbo dirtelo? mi sono rinchiuso nelle mie camere, e per la prima volta nella mia vita ho dimandato allo specchio una parola di conforto.

"Il risultato di questo supplizio tu lo conosci: ho cessato di frequentare la casa ove avrei incontrato quella creatura. Ho cessato di veder te, perchè non avrei resistito alla tentazione di chiedertene notizie. E d'altra parte tu avresti indovinato il mio segreto; ora poi che io mi lusingava di guarire dal mio delirio, parevami che ove qualcuno, fosse anche il migliore dei miei amici, avesse potuto guardare nel mistero del mio povero cuore, io sarei stato impotente a sanarlo.

"Non ti dirò quanto io abbia sofferto fino ad oggi: non ti dirò quanto io soffra tuttavia; nè come il primo soffio di questa fatale passione venisse a ridestare nel mio seno gli entusiasmi dei primi anni; nè come poche ore dopo soltanto si tramutasse in fuoco insaziabile. È tutt'oggi ch'io mi torturo senza pietà; vorrei piangere molto, e non trovo una lagrima. Non so perchè; ma in mezzo a questa disperanza senza fine, odo talvolta come delle voci che mi ripetono accenti d'amore, e promesse ineffabili; e tutto ciò mi suona improntato a melanconia, come una gioja severa che si accompagni col dolore, ed abbia la stessa sorgente del pianto.

"Ho dei momenti in cui sembro un fanciullo, e vorrei levar dal sepolcro la mia povera nonna per appoggiare sulle sue ginocchìa il mio capo e sognare ad occhi aperti.

"Altre volte inferocisco; passeggio a gran passi, smaniando, e per disfogare il dispetto, tengo il broncio a Charruà.--Povero Charruà! Sono alcune notti ch'egli veglia al mio capezzale. Gli ho detto di dormire, ma non ha voluto darmi retta; ho dovuto mandarlo via dalla mia camera; ma quando credeva ch'io dormissi, ritornava sulle punte dei piedi, mi guardava con tenerezza e si allontanava crollando il capo senza far più rumore d'uno spettro.

"Eccoti il mio segreto. Giudica tu mio buon amico se io meriti compianto o rimprovero.

"Sarei venuto io stesso, ma ho pensato che scrivendoti avrei avuto più coraggio, ed ho scelto questo partito.