Non più quell'eterno smaniare, quel portare dappertutto la noja, quel domandare ad ogni cosa l'amore e riceverne il cinismo. Il mondo gli apriva le sue sale dorate, quelle sale ripiene di mille incantesimi, di mille follie, quelle sale dove s'incontrano uomini che, stringendo la mano e bisbigliando all'orecchio di ognuno la maldicenza, offrono a tutti una larva d'amicizia; e donne dagli sguardi infuocati, dai sorrisi affascinanti che barattano con essi una larva che chiamano amore--egli ne ha ritirato il piede. Poteva carpire cento baci di fuoco che ardono e distruggono, e s'appagò di quell'uno che purifica. La virtù, la pace, la felicità erano nella scelta--ecco il segreto che ha trasformato Raimondo.
Per via io guardava Clelia con un sentimento di mestizia indefinibile. Era pallida e bella, di quella bellezza buona che è l'ideale dell'artista.
Chi si è sentita in petto una inspirazione, ed ha vagheggiato lungamente un tipo, ed ha creduto rinvenirne le forme nelle perfezioni della materia, colui non strapperà giammai all'arte il suo segreto. La natura lo ha creato copista e farà bene a non guardare più in là. Il mondo delle cose ha le sue rivelazioni, ma sono limitate, imperfette nella loro immensità. Un frammento di colonna che toccasse le nubi non sarebbe tuttavia una colonna.
Il mondo delle idee si perde nel cielo; l'arte, che è figlia del cielo, sarebbe cosa morta senza l'idea che le soffiasse dentro il fuoco divino.
La bellezza è la perfezione della materia--la bontà è la perfeziono dello spirito--bellezza e bontà unite sono la perfezione dell'arte.
Io guardava Clelia con espressione di mestizia--giovine, bella, amata; che mancava alla sua felicità? Non sapevo dirlo a me stesso; vedeva la sua letizia, la dolce serenità dei suoi occhi, udiva il suo gajo cicaleccio, e tuttavia parevami che io dovessi compiangerla, e venianmi dal cuore non so quali indistinte parole di conforto.
Mi par oggi, e son passati tanti anni, che io le diedi quell'addio, e che, stringendomi la mano, essa mi rispose: a rivederci. E si fermò sulla parola, dicendomi come sperasse che ciò sarebbe stato assai presto.
"Dipende da voi" aggiunse--e fu l'ultima sua parola.
"Dal cielo" pensai.
In quella fu dato il segnale della partenza. Mi gettai nelle braccia di Raimondo, salutai ancora una volta delia, e partii.