Se tu vedessi quanto le somiglia, come l'ingenuo suo sorriso infantile ricorda il mesto sorriso della povera morta.
Io passo molte ore della notte al suo capezzale,--finchè non si sia addormentata, ella mi rivolge la sua testolina, sorride e mi porge a quando a quando le mani per abbracciarmi. Quando dorme io me ne sto silenzioso a guardarla col gomito appoggiato al guanciale, e allora mi pare di sentire la presenza d'un essere invisibile che penetri dentro di me, che mi avviluppi in un amplesso di fuoco, e mi parli una parola dolce in segreto.
Credi tu che gli spiriti dei defunti possano abbandonare le regioni dell'aria, e visitare il tetto che li aveva in vita, e confortare i dolori che hanno lasciato?
Non mi dire di no.
Anch'io ho sorriso molto tempo di questa credenza; oggi è la sola che mi sia cara, e m'affanno per arrestarla.
Se questa fede non m'inganna, la poveretta non mi ha lasciato del tutto--sol ch'io la chiami colla mente, ed ella si appoggia subito al mio fianco, sol ch'io le parli, per udire ancora la sua voce--per vederla non ho che a cercare il suo volto affilato sotto le guancie un po' più ritondette della piccina.
Tutto ciò avviene misteriosamente, senza che quasi io ne abbia coscienza--non vi occorre che un atto debolissimo di volontà che si produce come per attrazione invisibile.
Nulla di più puro, di più dolce dello spirito di lei come suole apparirmi in queste fantastiche visioni--la mia anima pur essa ne rimane mutata; il dolore cede al raccoglimento sereno--l'amarezza alla mestizia. È un sospiro all'amore, all'eternità dell'amore forse, e vi si mesce un vago ed indefinito timore che non conturba. La morte sola mi farà leggere quella pagina, io sento che oggi tutte le potenze del mondo lo tenterebbero invano.
Come è monca la vita! quanto perplesse e dubbiose le sue rivelazioni, quanto oscuro il suo linguaggio!
Gli uomini hanno chiesto alla Natura il suo segreto, e la Natura ebbe pietà delle loro smanie, e concesse loro a brandelli un lurido cencio perchè nascondessero la loro nudità. Gli stolti ne andarono orgogliosi, e si tennero in gran concetto, e quel povero mantello battezzarono: Scienza. Felici, se poterono illudersi! Ma il pensatore rifiuta l'aridità di questa scienza boriosa; egli domanda le cagioni--e la Natura è muta, inesorabilmente muta.