Non ho mai saputo comprendere la causa della insana predilezione che sogliono le madri accordare ai maschi. Un filosofo materialista ne attribuisce la simpatia del sesso--tal sia di lui s'egli non vede più in là. Però qualunque ella sia codesta causa, io sono convinto che nasconde un'ingiustizia.

Me ne era ripetuto cento volte le ragioni, ed aveva desiderato una bambina.

"Un bambino, m'era detto, non sarà tuo che fino all'età di cinque o sei anni; più oltre diventerà caparbietto, insolente, distratto, e ti farà andare in furia più d'una volta. A vent'anni, se mai avvenga che le sue idee non si accordino colle tue, ti abbandonerà senza dolore; si darà al giuoco, allo stravizzo, agli amorazzi; vorrà fare il cospiratore, vorrà cacciarsi nelle fila dei soldati per vanità, e col pretesto della gloria ti farà provare palpiti non mai sentiti--temerai ch'egli ti venga meno ad ogni tratto--Al contrario una fanciulla è un amore perenne: la vedrai crescere per lunghi anni dinanzi ai tuoi occhi--sempre egualmente desiosa delle tue carezze, sempre ingenua, sempre dolce--e vorrà che tu pigli parte ai suoi giuochi infantili, e ti salterà sulle ginocchia per abbracciarti e carezzarti colle sue piccole mani. Quando sarai invecchiato ed ella cresciuta tanto da non amar più la bambola, si compiacerà d'uscire con te e darti braccio; ti preparerà di sue mani il caffè, che è la tua bevanda favorita; terrà in ordine la tua guardaroba, vorrà numerare la tua biancheria--e quando la sorte le avrà dato un buon marito e che tu ne sia lieto, ella ti lascierà piangendo, e ti trarrà in disparte per dirti fra le lagrime che le duole di separarsi da te, e prometterti che non passerà giorno senza venirti ad abbracciare. Quando sarai cadente per vecchiaia, persuaderà il marito a raccoglierti sotto il suo tetto; al tuo arrivo ti manderà incontro i suoi figliuoli, che si caccieranno fra le tue gambe chiamandoti nonno...."

Per tal guisa io andava alimentando il mio desiderio; ed io credo che se le mie speranze fossero andate deluse, la gioia di esser padre non avrebbe pagato il mio dolore.

Pensa adunque la mia gioia quando mi nacque quella bambina.

Avea lo sguardo, la bocca e il riso di Clelia; e sebbene mi fosse vivamente contrastato, io sostenni sempre che n'avesse anche il naso; però il nome non doveva essere altrimenti.

Se non che in ciò incontrai grave opposizione per parte di Clelia che venne persuadendomi non so con quali argomenti a battezzarla col nome di Bianca, ch'era un bel nome. E poi che non voleva contraddirle in ogni cosa, mi arresi; però fu fermato che l'avremmo chiamata Bianca.

Questo angioletto che veniva a visitare la nostra casa e ad iniziare la nostra famigliuola, fu salutato con festa; per esso la sorgente delle nostre dolcezze fu moltiplicata; rinnovate le nostre abitudini e dato loro un altro indirizzo. Quind'innanzi la nostra vita non avrebbe avuto un solo istante di vuoto; quella bambina la riempiva tutta, noi vedevamo d'innanzi uno scopo, comprendevamo pienamente le ragioni della creazione, ne avevamo in mano le fila; parevaci d'aver penetrato il segreto della divinità.

Quanto è audace l'amore di amante, quanto è sereno quello di sposo, altrettanto è robusto ed operoso l'amore paterno. Il mio cuore educava a un tempo i tre affetti, li custodiva gelosamente, e ne irraggiava di continuo, come il fiore i suoi profumi. L'affetto è il profumo del cuore.

Quella creatura è oggi l'unico conforto di questa terribile vedovanza del mio cuore. Per essa io posso ancora ingannare la mia solitudine, crescere vita alle mie memorie, rinvigorire il culto melanconico che ho sacrato a quell'angiolo che m'ha lasciato.