E l'altro, un ottimo vicino: «E quando non si hanno….» Senza dubbio lo scherzo gli pare amenissimo perchè sghignazza forte.

Un istante di silenzio; Donato, ora che vorrebbe aprire, ha paura di lasciar entrare gli sguardi curiosi di quel vicino che ride. Ma il buco della toppa si oscura; forse qualcuno guarda… Donato si tira indietro quanto può, senza far rumore, per non esser visto; ma ode nuove ciancie, rumore di passi sul pianerottolo, giù per le scale, poi più nulla. Il buco della toppa è sempre oscurato; Donato ci va presso, guarda e vede una cartolina piegata; l'afferra, torna nella sua camera da letto e si lascia cadere fra le braccia d'una poltroncina. Ha la fronte coperta di sudore.

Quella cartolina dice press'a poco così: «Il signor Donato X è invitato a pagare alla Banca (qui una delle cento) Lire 5000 per un effetto scaduto oggi.»

Ci pensa, rilegge, non capisce, rilegge ancora:

«Il signor Donato X è invitato a pagare alla Banca…. lire 5000 per un effetto scaduto oggi.»

Ma si tirano nuovi calci all'uscio. Una speranza entra baldanzosa nel cuore del giovine, e gli dice: «va ad aprire.» Non ci va, ci corre.

Un ometto sottile e nervoso, con una faccia mobilissima e sorridente, si affaccia nel vano:

«Il signor Donato X?

—Sono io, per servirla.

—Vengo da parte del signor Martino Bruscoli.