—Di quindici giorni, nemmeno uno di più; e se dobbiamo scommettere… fra due settimane ci inerpicheremo ancora sul monte e troveremo il nido color rosa, ma il baritono no, che avrà preso il volo…

Non so perchè io mi ostinassi a credere fermamente che il baritono Tallini dovesse rimanersi sul Barro ancora un mese, non un giorno di meno; per ciò probabilmente che il mio amico Antonio si ostinava a dire due settimane, non un giorno di più. Quella fede sconfinata nella propria opinione, fede che fa gli apostoli ed i tribuni, ci proveniva forse dal vinello bevuto a desinare.

—Quindici giorni, ripetè per la ventesima volta Antonio.

—Un mese! ribattei.

Questa volta la doppia risata che accompagnava inevitabilmente i termini della nostra scommessa, fu così sonora che gli insetti tacquero ad ascoltarla. Bisogna sapere che, dietro di noi, avevamo sentito un rumore di passi frettolosi, ed un ohè! gridato in cadenza, ma colla voce di un baritono di buoni mezzi a cui manchi il fiato.

Cinque minuti dopo ci stringevamo fra le braccia il baritono Tallini.

VI.

La corsa gli dava l'ansia e l'affanno e gli toglieva la parola; lo guardavamo sbigottiti senza interrogarlo.

«Sapete, ci disse finalmente, ho pensato che potrei venire a passare la notte a Lecco con voi e stare allegri ancora un poco; non so perchè non potevo star solo questa sera… È la prima volta.

Egli aspettava evidentemente d'essere interrotto, ed Antonio, che guardava ora lui ora me coll'intenzione di lasciarlo dire, si arrese impietosito.