— Sì, fratel Biagio infatti potrebbe andarci lui, e ci andrà, ma è necessario che ci vada anch'io...
— Vedrai dunque mio fratello?
— Certamente; egli deve essere partito da Amsterdam a quest'ora, e c'incontreremo. —
Di nuovo interrogazioni, e promesse, e singhiozzi improvvisi che rompono le parole, e sorrisi che fanno belle le lagrime, e baci che confondono lagrime e parole.
Suonano le tre, suonano le tre e mezza... Il temporale, che ha lungamente minacciato, si scioglie in torrenti di pioggia; Bice esclama che con quel tempo un galantuomo non può mettersi in viaggio, che bisogna differire la partenza... Ma a poco a poco il cielo si rasserena, comparisce l'alba, il signor Pool si toglie al tenace amplesso delle braccia affettuose, ed esce dalla soglia della propria casa come dal santuario in cui è rimasta tutta la sua felicità.
Se la povera Bice avesse visto come le nuvole si addensarono un'altra volta sulla fronte che essa sola aveva potuto rasserenare, avrebbe pianto più amaramente, e la cominciata solitudine le sarebbe parsa cento volte più amara.
Il signor Pool non sorrideva più, seguiva a piedi il servitore che portava le sue valigie, e ogni tanto, con un accento che stava tra il dubbio e l'invocazione, ripeteva a sè medesimo: «bisogna arrivare a tempo!»
LX. Seconda interruzione dell'idillio domestico.
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Correte istanti felici dell'amore!