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Manca un'ora all'alba; il silenzio della notte è profondo, e il suo alito fresco, penetrando dalle imposte socchiuse delle finestre, scherza colla fiamma rossiccia della lampada. I guizzi di quella fiamma riflettono strani bagliori sul volto dei due amanti; il lucignolo carbonizzato lancia ad intervalli piccole scintille che muoiono appena nate... Il desiderio scintilla anch'esso negli occhi di Riccardo.

La veglia protratta, l'ansietà, la passione, hanno scolpito le loro traccie sulle guancia di Camilla. Essa è pallida, ha i capelli disciolti, e abbandona le membra stanche con una mollezza piena di seduzione.

Riccardo non stacca gli occhi dalla donna adorata, entrambi tacciono; tutto ciò che l'amore può dire fu ripetuto cento volte.

Un improvviso buffo di vento spegne la lampada; un altro buffo impetuoso spalanca le imposte della finestra.

Gl'innamorati si stringono istintivamente, e i loro aliti si mescono e le loro labbra si toccano. Appoggiata al cuore che batte agitato, Camilla freme di paura e d'amore.

Un lampo illumina un istante la camera, e quella luce fantastica sembra animare tutti gli oggetti; il rumore sordo del tuono risponde da lontano.

Camilla balza in piedi e corre alla finestra, Riccardo la segue.

Densi nugoli neri passano turbinando nell'aria; il lampo si fa più frequente; il muggito del tuono più terribile; il vento fischia cupamente alle svolte delle vie.

Camilla ha paura; cerca le mani di Riccardo, chiude gli occhi e nasconde la faccia nel suo seno agitato.