— Lui! lui forse! — esclama oppressa da un'angoscia mortale.
— Chi? — domanda Riccardo con voce soffocata dall'affanno.
— Mio marito! —
Lo spavento illividisce le guancie di Riccardo. Il pensiero di ciò che sta per succedere gli toglie il senno; si caccia le mani nei capelli, e guarda la povera donna con espressione di pietà e di raccapriccio.
Ma una speranza brilla ancora in mezzo allo scompiglio delle loro idee: forse non è che un errore, un ebbro tardivo che ha sbagliato l'uscio, uno scherzo di qualche scioperato...
Si picchia un'altra volta; s'ode rumore di catenacci e stridere di cardini e parlare sommesso... il portinaio ha aperto la porta.
Riccardo non indugia più oltre; corre d'un balzo alla finestra, e fa per lanciarsi... Camilla lo vede, indovina la sua intenzione, e ratta come il baleno, gli è dietro, lo afferra, lo trattiene...
— Lasciami, lasciami...
— No, per pietà, rimani...
Camilla piange come una bambina; il pensiero del pericolo, a cui il suo Riccardo voleva esporsi per salvarla, l'ha vinta; il suo cuore non combatte più; traboccante di riconoscenza e d'amore, ha formato un voto che nissuna forza saprà infrangere.