— Perchè piangi?
— Ah! Riccardo, Riccardo mio, ci avrà egli perdonato, potrà egli perdonarci mai? —
L'innamorato si scosse bruscamente, passò una mano sulla fronte e non rispose; Camilla continuava a piangere, nascondendo la faccia fra le mani.
«Ci avrà egli perdonato?» Queste parole cadevano sul petto di Riccardo come un martello.
«Lui, sempre lui! Camilla adunque pensava ancora, avrebbe pensato eternamente a quell'uomo! E a che giovava il suo amore, se non la poteva togliere dagli amplessi d'un cadavere!»
Era dispetto? Era gelosia? Forse dispetto mascherato di gelosia.
Egli si tolse dal fianco della dolente e passeggiò a gran passi cacciandosi le mani nei capelli; Camilla rialzò il capo sbigottita, e lo seguì con occhi paurosi.
— Tu l'ami, non è vero? — domandò Riccardo arrestandosi a un tratto innanzi a Camilla, e siccome la poveretta impallidiva per terrore e non rispondeva, soggiunse temperando la durezza dell'accento: — tu l'ami, dillo, tu l'ami? —
Camilla rimase alcuni istanti estatica, quasi non comprendesse la dimanda, poi aprì le labbra per parlare, ma gliene mancarono le forze.
— Taci, taci, non mi parlare di lui...