Sollevando gli occhi verso di lei per consegnarle il ventaglio, sentì il volto accendersi per rossore.
Camilla ringraziò e sorrise.
Bice aveva messo il capo fuori dello sportello...
Intanto la ditta van Leven e Pool era riuscita a mettersi d'accordo nell'argomento e vi navigava a vele sciolte come sopra un mare clemente; e, più beata di tutti, la zia Angelica russava nel suo cantuccio.
Da Varese a Laveno corre un tratto di circa due ore, nè va rozza che sappia impiegarne di più. La strada scende giù per un pendìo serpeggiante, limitata a destra dalle colline, a sinistra dalle valli soggette.
Un immenso orizzonte s'apre innanzi agli occhi, lo sguardo si sprofonda fra i burroni, segue i capricciosi giri dei sentieruzzi segnati dalle umane pedate, e giunge e si riposa sul placido piano del lago.
Due carrozze venivano rapidamente giù per quella via, inseguendosi a breve distanza come due rondini innamorate.
In quelle due carrozze era la nostra brigata: Camilla, Bice e Riccardo nella prima, la zia Angelica, il signor Pool e fratel Biagio nell'altra.
Pareva che una cattiva stella si fosse ostinata a cacciare Riccardo in quel ginepraio. Le due donne, entrambe giovani e belle, erano dinanzi a lui, ravvicinate dalla gretta misura della carrozza, — Camilla cogli sguardi provocanti ed ironici, Bice coi languidi ed innocenti sorrisi.