«Quando ero ammalata non facevo altro che bei sogni. Ti vedeva sempre; ora no — ho delle visioni spaventevoli, la notte ho paura....
«Sono pazza, non è vero? Sì, sono pazza. Le mie ansie, i miei dubbi, le mie paure, tutte larve bugiarde dell'amore. Anche per chi ama vi hanno delle torture, ed era tempo che la spensierata Bice ne provasse una.
«Basterà una parola a serenarmi l'anima conturbata, quest'anima, che è tua perchè t'ama, che vuol essere sempre tua per amarti sempre.»
XXIII. Riccardo a Camilla.
«Perchè mi fuggite? Mi avete dunque letto nel cuore? E se è così, ogni indugio è vano; vi svelerò finalmente la segreta smania che mi divora. Sappiatelo — io vi amo. Vi amo a dispetto della sorte che vi ha rubata al mio affetto, a dispetto vostro, a dispetto mio. Vorrei lacerarlo questo cuore che domanda l'indifferenza e non sa ritrarre dal passato altro che l'amore; vorrei essere insensibile al fascino dei vostri sguardi, e poter fissare con occhi stupidi la vostra bellezza, vorrei potervi odiare — non posso.
«Ciò che io provo vince la mia natura; i miei sforzi per svincolarmi non fanno che stremare le mie fibre e farmi ricader debole e impotente.
«Il passato mi atterrisce; guardo agli anni trascorsi lontano da voi e misuro da essi la potenza del mio amore.
«No, il tempo non ha nulla potuto nel mio cuore, il tempo non mi ha concesso ciò che gli ho domandato con tanta insistenza — la dimenticanza.
«Credetelo, io non ho cessato un solo istante di amarvi. Mi ero ingannato immaginando possibile la felicità senza di voi; avevo sperato di poterla rinvenire altrove, e l'ho cercata in un altro cuore, in un altro affetto... Forse lontano da voi ciò era possibile; ma vi ho riveduta!
«L'immagine della donna amata può morire, ma sopravvive l'amore; oggi il mio affetto si è ridestato, più ardente. Nessuna traccia della donna che ho amata è rimasta nella donna che amo, ma vi è rimasto il mio cuore e l'ho ritrovato. Voi avete tenuto viva quella fiamma che invano il dubbio aveva cercato di spegnere; riamandovi, non faccio che rinnovare il mio culto.