«Non cercate di distogliermi; se il tempo non ha saputo distruggere l'idolo, mal lo potrebbero le vostre parole. Tutto ciò che mi potete dire martella da gran tempo la mia povera testa. È la tortura d'ogni giorno, l'incubo d'ogni notte. Il vostro labbro mi parli la pietà, ma non alimenti vanamente il mio rimorso.

«Non mi fuggite; non mi lasciate solo in quest'immenso deserto del cuore; dividetene lo strazio, se non potete dividerne l'affetto; piangete sul mio sciagurato destino; ma per pietà non mi fuggite! Sarebbe rimedio crudele e vano.

«Prima di svelarvi la mia miseria, io stesso ho cercato di rompere con la lontananza l'incanto che mi tiene ai vostri piedi; inutilmente. Sappiate anche questo: la mia partenza fu consigliata dal mio cuore; le brighe litigiose furono un pretesto.

«Ho domandato la pace ad ogni cosa, ed ogni cosa mi ha risposto l'amore. Ebbene sia: vi amo — ecco la mia fede: vi amo — ecco lo scopo della mia fede. Ogni altro affetto, ogni altro sentimento si spuntano contro la corazza incantata che difende il mio cuore.»

XXIV. Altre velleità psicologiche.

Perchè la simpatia che sogliono ispirare gl'innamorati non inganni la buona fede di chi legge, giova smascherare una metafora di cui Riccardo abusa nella sua lettera.

Che egli ami ardentemente Camilla, e che lo scopo della sua vita sia d'ottenere d'essere riamato, ed altre somiglianti cose — queste sono le verità di fede d'ogni passione, e bisogna crederle anche senza intenderle; ma il dire che egli si è accorto di non aver cessato un solo istante d'amarla può far nascere il dubbio che durante un tempo ragionevolmente lungo, l'innamorato fosse affetto da una malattia della retina da cui ora sia avventurosamente guarito, oppure che l'improvviso flusso di sangue, che si getta sul cervello al principio d'ogni innamoramento, gli abbia oscurato il dono prezioso della memoria.

Il vero è che Riccardo non sa come spiegare a sè stesso il nuovo fenomeno del suo cuore, perchè fra i postulati psicologici che egli ha sempre inteso ripetere a faccia tosta dai suoi colleghi ve ne ha uno che assicura il cuore contro le ricadute amorose, e permette a lui Riccardo d'innamorarsi di tutte le belle donne dell'universo fuorchè di Camilla. Ora l'ipotesi ingegnosa d'una fiamma latente e continua, che prorompe irresistibile alla prima occasione, spiega il fenomeno lasciando in piedi il postulato scientifico — e chiunque al posto di Riccardo sarebbe lietissimo della scoperta.

Che poi la teorica delle ricadute sia assolutamente vera o assolutamente falsa non sapremmo dire; è certo però che l'edifizio amoroso di Riccardo è tutto fabbricato di nuovo sulle rovine del vecchio.

Si badi che Camilla riappare all'antico innamorato trasformata nelle forme, nei modi, nello spirito; che la sua bellezza nulla ha lasciato al tempo e ne ha invece ricevuto moltissimo; si pensi che la fanciulla è diventata moglie, e che da tempo immemorabile si riconobbe nella donna d'altri un fascino segreto, e si consideri infine che Riccardo aveva amato in Camilla l'amore e potrebbe oggi essersi acceso per la donna.